Gessica Disertore: la fine di un sogno

27 settembre 2023. Ci troviamo a Porto Rico, incantevole isola appartenente alle Grandi Antille, meta turistica nel Mar dei Caraibi e sede di un importante scalo e porto d’imbarco per le grandi navi da crociera.
La nave Disney Fantasy, della compagnia Disney Cruise Line, è in sosta nel porto di San Juan, capitale di Porto Rico. Il silenzio dell’alba viene spezzato solo dall’acqua dell’oceano che si infrange sul brillante scafo della nave. A bordo, il personale è intento a svolgere le proprie mansioni: presto i passeggeri affolleranno le sale per la prima colazione.
Nel frattempo, il sogno di una giovane ragazza si è spezzato per sempre: Gessica Disertore, ventisettenne di Triggiano, in provincia di Bari, e chef pasticcera della Disney Fantasy, viene trovata senza vita all’interno della sua cabina.

La vittima

Dopo aver concluso gli studi all’Istituto alberghiero, Gessica decide di partire immediatamente per maturare diverse esperienze lavorative all’estero, lavorando in vari ristoranti stellati. Tutti la descrivono come una ragazza allegra, solare e dinamica. Racconta spesso alla famiglia e agli amici di trovarsi molto bene a bordo della nave: il lavoro le piace ed è contenta di aver fatto amicizia con i colleghi. Ha deciso di partire per accumulare quanta più esperienza possibile nel campo della ristorazione e realizzare il suo grande sogno: tornare in Puglia e aprire una pasticceria a Ostuni, in provincia di Brindisi.
 

Gessica Disertore

L’inizio della favola…

Tutto comincia il 27 luglio 2023, quando Gessica viene ingaggiata dalla compagnia Disney Cruise Lines con un contratto da chef pasticcera presso il ristorante stellato Remy. Prende servizio il 5 agosto sulla nave Disney Fantasy, che compie il giro delle Bahamas con partenza da Orlando, in Florida. Gessica è felicissima ed entusiasta di questa nuova esperienza, immersa nel mondo incantato della Disney e divisa tra il lavoro e l’atmosfera fiabesca che si respira sulla nave: è come vivere in una favola, tra quadri di principesse e personaggi animati. Purtroppo un mese e mezzo dopo il suo entusiasmo si spegne per sempre.

Nave Disney Fantasy

…che si trasforma in un incubo

La sua compagna di cabina la trova senza vita, in biancheria intima e con una cintura legata al collo. Viene immediatamente allertato il personale medico della nave, che constata il decesso della ragazza. A questo punto viene chiamato l’FBI di Porto Rico, che si mobilita per intervenire sul posto.
La famiglia viene contattata telefonicamente da una persona dello staff. A rispondere è il padre, Michele, che in un primo momento pensa ad uno scherzo. Poiché non comprende molto bene l’inglese, riattacca, ma subito dopo il telefono squilla nuovamente. Questa volta risponde il fratello Luigi, al quale viene riferito che Gessica si è tolta la vita impiccandosi, e viene chiesto di recarsi sul posto per riconoscere la salma. Sotto shock, la famiglia si organizza immediatamente per raggiungere Porto Rico.
Nel frattempo, gli investigatori dell’FBI salgono sulla nave per verificare l’accaduto e confrontarsi con la polizia di bordo, che ha già aperto una propria indagine interna. Entrambi gli organi investigativi scattano diverse fotografie. Al termine dei rilievi, l’FBI classifica il decesso come suicidio, riconducendolo allo stato psicologico della ragazza. La cabina, al cui interno si trova ancora il corpo senza vita di Gessica, viene chiusa in attesa del trasferimento della salma all’obitorio di San Juan. Dopo un paio d’ore, il corpo di Gessica, avvolto in un sacco nero, viene sbarcato sulla banchina del porto; dopodiché la nave riparte senza che vengano condotte ulteriori e più approfondite indagini.

Ristorante Remy

Arrivo dei genitori a San Juan

Qualche giorno dopo aver appreso la tragica notizia, la famiglia Disertore arriva a San Juan e si dirige immediatamente al centro di medicina legale, dove però non viene mostrato loro il corpo di Gessica, ma soltanto alcune fotografie.
In un’immagine, in particolare, i genitori notano sul viso della figlia diverse tumefazioni sotto gli zigomi: il cadavere presenta ha segni che sembrano provocati da pugni, le labbra spaccate in tre punti, una lacerazione sulla fronte e lividi estesi fino alla zona inguinale. Sui bicipiti sono visibili segni che fanno pensare che qualcuno l’abbia trattenuta con le mani; sul collo è presente anche una striscia di sangue rappreso. I genitori capiscono subito che questi segni sono incompatibili con la dinamica loro descritta, per cui il padre chiede che il corpo della figlia non venga assolutamente toccato, affinché possa essere rimpatriato in Italia.

Il punto zero

Tre giorni dopo, i familiari ottengono il permesso di vedere Gessica. Il corpo viene presentato in una cassa mortuaria, con gli occhi e le labbra cuciti, imbalsamato, vestito e truccato con colori sgargianti. Come riferito dai genitori, sembra una bambola di cera. La ragazza è stata imbalsamata senza rispettare le norme del diritto internazionale, che devono garantire la possibilità di eseguire una seconda autopsia nel Paese d’origine e consentire al medico legale di analizzare correttamente il corpo. Tanto meno è stato rispettato il diniego della famiglia all’imbalsamazione e la stessa autopsia è stata condotta senza il beneplacito dei familiari.
La famiglia Disertore incontra poi gli agenti dell’FBI, che riferiscono che Gessica si è suicidata impiccandosi a una mensola portaoggetti con una cintura e che, presumibilmente, sarebbe salita sulla sedia per poi lanciarsi.
Mostrano ai familiari alcune fotografie nelle quali il corpo di Gessica si trova a terra, in posizione supina, con il volto rivolto verso la porta d’ingresso e gli occhi e la bocca semiaperti. Spiegano che il corpo si trova in quella posizione perché un soccorritore sarebbe intervenuto nel tentativo di rianimarla. Mostrano anche altre immagini nelle quali la cabina appare completamente in ordine: la sedia è riposta sotto la scrivania, gli occhiali sono piegati sul comodino, il telefono è in carica e la cintura è appoggiata sulla scrivania.
Sulla base dei risultati dell’autopsia eseguita dal medico legale a Porto Rico, si conclude che Gessica sia deceduta per asfissia meccanica, dovuta a impiccamento volontario. L’inchiesta portoricana viene quindi archiviata come suicidio.
Dopo aver disposto il rientro della salma in Italia, la famiglia riparte per Bari e presenta immediatamente alla Procura della Repubblica una denuncia per omicidio contro ignoti.

Le indagini italiane

Circa un mese dopo, la salma di Gessica arriva in Italia, presso l’obitorio dell’Istituto di medicina legale di Bari. Il 24 ottobre 2023, la Procura della Repubblica presso il Tribunale incarica il professor Francesco Introna di effettuare gli accertamenti autoptici e di laboratorio.
All’Istituto di medicina legale ci si prepara quindi a eseguire l’autopsia. Va ricordato che non è stata inviata alcuna documentazione e che, in quel momento, non si dispone di alcun riscontro medico-forense relativo al decesso. Nel corso dell’esame autoptico si scopre che dal corpo della ragazza sono stati asportati gli organi del collo – la trachea e l’osso ioide – che non sono mai stati riconsegnati. Anche tutti gli organi interni sono stati rimossi e inseriti in un sacco dei rifiuti, collocato all’interno del torace della salma. L’imbalsamazione ha alterato lo stato dei tessuti e non consente più di eseguire alcune valutazioni medico-legali. Di fronte a un corpo in simili condizioni e in assenza di qualsiasi documentazione, il professor Francesco Introna conclude le proprie analisi con una formula dubitativa, scrivendo che la causa della morte della signorina Disertore può essere attribuita a un’asfissia primitiva, meccanica e violenta, secondaria a impiccamento. Aggiunge che, per quanto riguarda la modalità del decesso, potrebbe essersi trattato di un evento suicidario oppure accidentale.
Nel frattempo, la famiglia Disertore incarica due consulenti: il medico legale Pasquale Bacco e il criminologo e criminalista forense Giancarlo Candiano. Oltre al trattamento invasivo che ha compromesso la salma della ragazza, impedendo accertamenti medico-legali approfonditi, inizialmente si registra anche la totale mancanza della documentazione che, di norma, viene resa disponibile per la valutazione del caso. È quindi possibile basarsi soltanto sul corpo della ragazza, su alcune fotografie ottenute in modo non ufficiale, nelle quali è visibile solo una parte della cabina con il corpo di Gessica a terra, e sul racconto dei familiari.

Le conclusioni del dottor Pasquale Bacco, medico legale

La salma è priva degli organi del collo, ossia la trachea e l’osso ioide, che sarebbero gli unici a riportare lesioni da impiccamento. Questi organi non sono stati inviati in Italia, ma sono stati di fatto cestinati a Porto Rico. Gli organi interni sono stati asportati e collocati in un sacco nero dei rifiuti, inserito nel torace della ragazza; non essendo stati trattati, sono andati incontro a putrefazione.
Sul corpo sono presenti ematomi diffusi che richiederebbero una spiegazione. Sul volto si riscontrano altri due ematomi e alcune lacerazioni, mentre le ferite nella zona della bocca possono essere ricondotte all’azione di una mano. La presenza di ematomi bilaterali in più punti del corpo fa pensare a una colluttazione tra due persone.
Negli arti inferiori manca completamente la presenza di ipostasi, che ci si aspetterebbe invece di riscontrare in un soggetto impiccato: quando il cuore si ferma, il sangue scende per gravità, depositandosi nelle parti più basse del corpo. Nel caso di Gessica, tale elemento è assente. Nella morte per impiccamento, inoltre, durante la fase finale che precede il decesso, gli arti tendono a muoversi vorticosamente. Si tratta di movimenti involontari provocati dall’asfissia e, nella maggior parte dei casi, si riscontrano numerose lesioni ai piedi e grossi ematomi. Sul corpo della ragazza, invece, non è presente nulla di tutto questo.
Gli esami tossicologici indicano che Gessica non assumeva tranquillanti né altri medicinali, non faceva uso di sostanze stupefacenti e non manifestava sintomi depressivi.
Sia il dottor Candiano sia il dottor Bacco giungono alla medesima conclusione: escludono categoricamente il suicidio.

L’esclusione del suicidio e la simulazione di reato

Sul corpo e sulla scena sono emersi elementi compatibili con un atto di violenza. Il decesso sarebbe avvenuto per mano di terzi, che avrebbero successivamente simulato l’impiccamento per depistare le indagini.
Le lesioni e i graffi presenti sul corpo della ragazza risultano incongruenti con una dinamica suicidaria e maggiormente compatibili con una reazione difensiva. Questa morte presenta troppi punti oscuri: dai lividi sul corpo alle incongruenze riscontrate sulla scena del ritrovamento, come la cintura e la sedia, inspiegabilmente in ordine. Inoltre, una mensola portaoggetti di quelle dimensioni e fattezze non avrebbe potuto sopportare né i violenti spasmi agonici finali né il peso del corpo privo di vita per tre ore e mezza consecutive, riportando soltanto un piccolo distacco dal muro e una lieve incurvatura del bordo in alluminio.
Non sono stati trovati biglietti d’addio o altri elementi analoghi. Come sottolineano parenti e amici, nella vita di Gessica non vi erano problemi: era felicissima ed entusiasta di vivere questa nuova esperienza. Andava molto d’accordo con i colleghi e inviava spesso fotografie che la ritraevano insieme a loro nei momenti felici. Era molto soddisfatta della propria posizione lavorativa, nonostante la lontananza da casa. Le amiche, che la conoscevano da tredici anni, dichiarano che Gessica era terrorizzata dall’idea di morire senza aver realizzato i propri sogni e che aveva compiuto molti sacrifici per arrivare dov’era.
Nell’ottobre 2024, il legale della famiglia Disertore presenta alla Procura la richiesta di apertura di una prima rogatoria internazionale. La Procura di Bari accoglie l’istanza e avvia la rogatoria, chiedendo di ricevere tutta la documentazione necessaria, che fino a quel momento non era ancora stata fornita.

Fine prima parte.

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