Dalla Calabria alle strade di Chicago
Nel 1895, un giovane emigrante italiano arriva a Chicago in cerca di fortuna. Si chiama Giacomo Colosimo, ha diciassette anni e proviene dalla Calabria, dove è nato nel 1878. Negli Stati Uniti adotterà il nome James, ma sarà conosciuto soprattutto come Big Jim, uno degli uomini destinati a dominare la criminalità della città nei primi decenni del Novecento.
Chicago è una metropoli in rapida espansione, alimentata dall’industria, dalle ferrovie e dall’arrivo di migliaia di immigrati europei. Colosimo trova inizialmente impiego come manovale, poi come spazzino municipale nel First Ward, un distretto amministrativo che comprende alcune delle zone economicamente più importanti della città.
Il giovane comprende presto quanto contino le relazioni personali. Organizza i colleghi italiani in associazioni ricreative e sindacali, conquistandone la fiducia. La sua capacità di mobilitare gli elettori attira l’attenzione di due influenti esponenti del Partito Democratico: Michael «Hinky Dink» Kenna e John «Bathhouse» Coughlin.
I due controllano da anni la politica del First Ward mediante un sistema di favori, incarichi pubblici e protezioni concesse agli imprenditori locali. La loro influenza si estende anche alle attività illegali, tollerate in cambio di denaro e sostegno elettorale.
Colosimo diventa un collaboratore prezioso. Kenna gli procura incarichi municipali e successivamente una posizione nell’organizzazione elettorale del quartiere. In cambio, Big Jim garantisce voti e consolida i rapporti con la comunità italiana.
La carriera politica gli consente di conoscere da vicino il funzionamento della corruzione cittadina. Le autorizzazioni commerciali, i controlli della polizia e la sopravvivenza delle attività clandestine dipendono spesso dalla protezione degli uomini che amministrano il distretto.
Da semplice spazzino, Colosimo diventa così un intermediario tra gli immigrati italiani, i rappresentanti politici e gli ambienti della malavita. Ha imparato che a Chicago il denaro può garantire protezione, ma il controllo dei voti può garantire qualcosa di ancora più importante: il potere.
Il padrone del Levee
All’inizio del Novecento, il Levee District è uno dei quartieri più malfamati di Chicago. Tra South State Street e le strade circostanti si concentrano bordelli, case da gioco, saloon e locali notturni. La prostituzione alimenta un mercato estremamente redditizio, nel quale proprietari, intermediari e sfruttatori si contendono gli incassi. La polizia effettua controlli e arresti, ma molte attività continuano a funzionare grazie a un sistema di tangenti e protezioni politiche.
È in tale ambiente che Colosimo incontra Victoria Moresco, una donna già inserita nel commercio del sesso e proprietaria di alcune case di prostituzione. I due si sposano nel 1902. Il matrimonio segna una svolta negli affari di Big Jim, che affianca la moglie nella gestione delle attività e comincia ad ampliare la propria influenza nel quartiere.
La coppia investe i guadagni nell’apertura e nell’acquisizione di nuovi bordelli. Colosimo si occupa dei rapporti con gli altri gestori, della riscossione del denaro e della protezione delle proprietà. Le sue conoscenze negli ambienti politici contribuiscono a garantire continuità agli affari, anche quando le autorità annunciano campagne contro la prostituzione.
Il sistema economico del Levee si regge su rapporti spesso violenti. Le donne impiegate nei bordelli subiscono sfruttamento e coercizione, mentre le organizzazioni criminali ricorrono alle intimidazioni per difendere i propri interessi. Colosimo consolida la propria posizione mediante accordi con altri imprenditori del settore e con uomini disposti a utilizzare la forza per risolvere le controversie.
Tra i locali più conosciuti della zona c’è l’Everleigh Club, il lussuoso bordello gestito dalle sorelle Ada e Minna Everleigh. La sua clientela comprende uomini d’affari, professionisti e personaggi influenti. L’esistenza di strutture tanto prestigiose dimostra quanto il commercio della prostituzione sia intrecciato con la vita economica e sociale di Chicago.
Big Jim comprende che la ricchezza può essere utilizzata anche per costruire una reputazione pubblica. Abbandona progressivamente l’immagine dell’emigrante povero, indossa abiti costosi, frequenta ristoranti eleganti e ostenta gioielli. La sua corporatura imponente e il carattere esuberante contribuiscono alla notorietà del soprannome con cui ormai tutti lo conoscono.
Il suo interesse si estende alla ristorazione e all’intrattenimento. Nel 1910 inaugura il Colosimo’s Café, al 2126 di South Wabash Avenue, destinato a diventare uno dei ritrovi più celebri della città. Nel locale si esibiscono musicisti e cantanti, mentre ai tavoli siedono uomini politici, imprenditori e personaggi legati alla criminalità.
L’attività gli garantisce una rispettabilità che i bordelli non potrebbero assicurargli. Dietro l’immagine dell’imprenditore di successo, tuttavia, rimane una rete di interessi costruita sullo sfruttamento della prostituzione e sulla protezione politica.
La chiusura del Levee District, avviata dalle autorità nel 1912, modifica gli equilibri del quartiere senza cancellare gli affari illegali. Colosimo dispone ormai di risorse economiche e conoscenze sufficienti per trasferire e riorganizzare parte delle proprie attività. La sua ricchezza cresce, ma insieme al patrimonio aumentano anche le rivalità e le richieste di denaro da parte di altri criminali.
Johnny Torrio e la nascita di un impero
La ricchezza accumulata da Colosimo attira l’attenzione degli estorsori della Mano Nera, una denominazione utilizzata per indicare gruppi criminali che minacciano commercianti e imprenditori, spesso appartenenti alle comunità italiane, pretendendo denaro in cambio della loro incolumità. Big Jim riceve richieste sempre più insistenti, accompagnate da minacce di morte, e comprende che le proprie conoscenze politiche potrebbero non bastare a proteggerlo.
Nel 1909 decide di rivolgersi a Johnny Torrio, un giovane criminale italiano attivo a New York, conosciuto per la capacità di organizzare uomini e affari senza ricorrere continuamente alla violenza. Secondo le ricostruzioni storiche più diffuse, Torrio raggiunge Chicago su richiesta di Colosimo e contribuisce a neutralizzare gli estorsori, conquistando rapidamente la fiducia del suo nuovo protettore.
Il rapporto tra i due si consolida negli anni successivi. Torrio si dimostra un amministratore attento, capace di coordinare le attività clandestine e di mantenere i contatti con gli uomini incaricati della sicurezza. Colosimo gli affida responsabilità crescenti, lasciandogli progressivamente la gestione quotidiana di una parte degli affari, mentre dedica sempre più tempo ai propri interessi personali e alla vita mondana.
La collaborazione favorisce anche l’arrivo di nuovi uomini da New York. Tra loro c’è Alphonse Gabriel Capone, conosciuto come Al Capone, che raggiunge Chicago intorno al 1919 e comincia a lavorare nell’organizzazione di Torrio. Il giovane, già legato agli ambienti criminali newyorkesi, trova nella città dell’Illinois un sistema nel quale la violenza e le relazioni politiche convivono con una crescente capacità imprenditoriale.
Nel frattempo, la vita privata di Big Jim attraversa profondi cambiamenti. Il matrimonio con Victoria Moresco entra in crisi quando Colosimo si innamora di Dale Winter, una giovane cantante conosciuta negli ambienti dell’intrattenimento. Nel 1920 divorzia dalla prima moglie e sposa Winter, suscitando malumori tra persone che avevano contribuito alla costruzione della sua fortuna.
Proprio in quel periodo, gli Stati Uniti stanno affrontando una trasformazione destinata a modificare radicalmente gli affari della criminalità organizzata. Il 17 gennaio 1920 entra in vigore il proibizionismo, che vieta la produzione, la vendita e il trasporto delle bevande alcoliche destinate al consumo. La domanda di alcolici, tuttavia, rimane elevata e il mercato clandestino promette guadagni enormemente superiori a quelli di molte attività tradizionali.
Torrio comprende le possibilità economiche offerte dalla nuova legislazione e considera il contrabbando di alcolici un’occasione per ampliare l’organizzazione, sfruttando le reti di distribuzione, i locali e i rapporti già esistenti con le autorità corrotte. Colosimo, invece, non condivide il progetto e preferisce continuare a investire nelle attività che gli hanno garantito ricchezza e prestigio.
La divergenza riguarda il futuro stesso dell’organizzazione. Da una parte, Torrio intende sviluppare un sistema criminale capace di sfruttare il proibizionismo su larga scala; dall’altra, Big Jim sembra soddisfatto della posizione raggiunta e poco interessato ad affrontare nuovi rischi.
Nei primi mesi del 1920, Colosimo continua a frequentare il proprio ristorante e a dedicarsi alla giovane moglie, mentre Torrio consolida i rapporti con gli uomini destinati a guidare il commercio clandestino degli alcolici. La loro collaborazione, durata oltre un decennio, sta entrando in una fase delicata, segnata da interessi economici differenti e da un equilibrio di potere sempre meno stabile.
11 maggio 1920: l’assassinio
È martedì 11 maggio 1920. Al Colosimo’s Café la giornata procede senza particolari avvenimenti. Il ristorante è uno dei locali più conosciuti di Chicago, frequentato da uomini d’affari, politici e artisti. Big Jim vi trascorre buona parte del proprio tempo, occupandosi degli affari e intrattenendo gli ospiti. Quella mattina, però, un appuntamento destinato a rimanere misterioso lo conduce incontro alla morte.
Colosimo si trova nel locale quando riceve una telefonata. L’interlocutore, la cui identità non sarà mai accertata, gli comunica che sta per arrivare una persona con la quale deve incontrarsi. Big Jim si prepara ad accoglierla e si dirige verso l’ingresso, senza manifestare particolare preoccupazione. Non immagina che qualcuno lo stia aspettando con una pistola.
Poco dopo, uno sconosciuto gli spara alle spalle. Il proiettile lo raggiunge alla testa e Colosimo crolla sul pavimento, nei pressi del guardaroba. L’aggressore si allontana rapidamente, senza lasciare agli eventuali presenti il tempo di intervenire. Quando il personale raggiunge il proprietario del ristorante, le sue condizioni sono disperate. Big Jim muore a quarantadue anni.
La polizia di Chicago avvia immediatamente gli accertamenti. La posizione del cadavere, la ferita e le circostanze dell’aggressione indicano un’esecuzione compiuta da qualcuno che conosceva le abitudini della vittima o aveva ricevuto informazioni sui suoi movimenti. L’assassino non ha tentato di rapinarlo e non risultano sottratti oggetti di valore. Gli investigatori concentrano quindi l’attenzione sui rapporti personali e sugli interessi economici del boss.
La telefonata precedente all’omicidio diventa uno degli aspetti più discussi. Chi aveva chiesto di incontrare Colosimo? Si trattava di un appuntamento autentico oppure di un espediente per attirarlo in una posizione favorevole all’aggressore? Le testimonianze raccolte non consentono di identificare con certezza l’interlocutore, mentre le successive ricostruzioni dell’episodio presenteranno differenze anche sulla successione degli ultimi movimenti della vittima.
Gli investigatori interrogano dipendenti, conoscenti e persone legate agli affari del ristorante. Tra i possibili responsabili compare il nome di Francesco Ioele, conosciuto come Frankie Yale, un criminale attivo a Brooklyn e legato agli ambienti della malavita italiana. Yale conosce Johnny Torrio e intrattiene rapporti con uomini che operano tra New York e Chicago. La sua eventuale presenza nella città nei giorni dell’omicidio diventa oggetto di attenzione, ma gli elementi raccolti non conducono a una condanna.
Anche la vita privata di Colosimo suscita interrogativi. Il recente divorzio da Victoria Moresco e il matrimonio con Dale Winter avevano modificato rapporti personali ed equilibri economici consolidati da anni. La polizia esamina la possibilità che l’assassinio sia legato a rivalità sentimentali o patrimoniali, senza individuare prove decisive.
Intanto, la morte di Big Jim provoca una profonda impressione nella città. I giornali dedicano ampio spazio all’omicidio e al funerale, al quale partecipano numerose persone, comprese personalità influenti della politica e degli affari. La notorietà raggiunta dall’ex emigrante calabrese testimonia quanto fossero stretti i legami tra il mondo criminale e gli ambienti rispettabili di Chicago.
Il fascicolo investigativo non conduce all’identificazione giudiziaria dell’assassino. Rimangono la telefonata, l’esecuzione nel ristorante e una serie di sospetti che coinvolgono persone vicine alla vittima. Per comprendere chi potesse trarre vantaggio dalla sua eliminazione, gli investigatori devono esaminare soprattutto gli equilibri economici e criminali che Colosimo aveva contribuito a costruire.
Chi ordinò la morte di Big Jim?
La morte di Colosimo modifica gli equilibri della criminalità organizzata di Chicago. Johnny Torrio prende il controllo degli affari del suo vecchio protettore e avvia un’espansione che coincide con le opportunità economiche del proibizionismo. La rapidità del passaggio di potere alimenta un interrogativo destinato a rimanere senza risposta: l’assassinio era stato organizzato per consentire a Torrio di impadronirsi dell’organizzazione?
Il contrasto tra i due uomini riguardava soprattutto il futuro delle attività criminali. Colosimo aveva raggiunto una posizione economica privilegiata e non mostrava particolare interesse per il traffico clandestino di alcolici. Torrio, invece, intendeva sfruttare la nuova legislazione per costruire una rete di distribuzione capace di rifornire locali, ristoranti e rivenditori illegali. L’eliminazione del suo superiore gli avrebbe consentito di procedere senza opposizioni, ma il vantaggio economico ottenuto non bastava a dimostrarne la responsabilità.
Gli investigatori esaminano anche la possibilità che il delitto sia maturato all’interno della cerchia personale del boss. Il divorzio da Victoria Moresco aveva interrotto un matrimonio strettamente legato alla costruzione della sua fortuna, mentre le nozze con Dale Winter avevano modificato rapporti familiari e interessi patrimoniali. La nuova unione, celebrata poche settimane prima dell’assassinio, aveva suscitato malumori, ma nessun elemento decisivo consentì di attribuire il delitto a una vendetta sentimentale.
Un ulteriore interrogativo riguarda le rivalità sviluppate durante la carriera criminale di Big Jim. Il controllo della prostituzione, le richieste di denaro e gli accordi con altri gestori avevano inevitabilmente prodotto contrasti. La possibilità che un avversario avesse deciso di eliminarlo per vendetta o per impadronirsi di una parte dei suoi affari non poteva essere esclusa, soprattutto in una città dove gli interessi illegali erano protetti mediante intimidazioni e violenza.
Le diverse piste investigative non conducono però a una soluzione. Mancano testimonianze decisive e prove materiali capaci di identificare con certezza chi abbia organizzato l’agguato. Negli anni successivi, il coinvolgimento di Torrio diventerà una delle spiegazioni più accreditate nella letteratura dedicata al gangsterismo americano, senza che tale responsabilità sia mai stata dimostrata davanti a un tribunale.
Intanto, sotto la nuova direzione, l’organizzazione amplia rapidamente i propri interessi. Il contrabbando di alcolici richiede fornitori, trasportatori, depositi e una rete di locali disposti a distribuire le bevande proibite. Il controllo di un mercato tanto redditizio intensifica la competizione tra le bande, mentre la corruzione delle autorità continua a garantire protezione agli affari clandestini.
Al Capone diventa uno dei principali collaboratori di Torrio e partecipa alla crescita dell’organizzazione. La sua ascesa coincide con un periodo di scontri sempre più violenti tra gruppi rivali, interessati al controllo delle rotte commerciali e dei territori cittadini. Nel gennaio 1925, Torrio sopravvive a un attentato che lo convince ad abbandonare progressivamente la direzione delle attività. Il comando passa a Capone, destinato a trasformarsi nel gangster più celebre degli Stati Uniti.
L’organizzazione nata dagli affari di Colosimo cambia così dimensioni e metodi. Il sistema costruito nei quartieri della prostituzione lascia progressivamente il posto a una struttura criminale capace di gestire enormi quantità di denaro, sostenere costose operazioni clandestine e affrontare militarmente le bande concorrenti. La violenza, già presente negli anni precedenti, raggiunge livelli che segneranno profondamente la storia di Chicago durante il proibizionismo.
Colosimo non assisterà a quella trasformazione. Aveva costruito la propria fortuna sfruttando le debolezze dell’amministrazione cittadina e i rapporti con uomini politici influenti, ma proprio all’inizio della stagione più redditizia per la criminalità americana fu eliminato senza che la giustizia riuscisse a individuare i responsabili.
La sua morte rimane legata a una contraddizione: l’uomo che aveva contribuito a costruire le fondamenta del futuro Chicago Outfit scomparve nel momento in cui altri erano pronti a svilupparne le possibilità economiche. Il delitto non fu mai risolto e il dubbio sul ruolo dei suoi collaboratori sopravvisse alla fine del proibizionismo, accompagnando per oltre un secolo la storia di Big Jim Colosimo.
