A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’ipotesi di una pista esoterica legata a Garlasco e alla Lomellina continua a riemergere tra tv, web e dibattiti pubblici. Si evocano simboli, congreghe, luoghi e opere d’arte lette come chiavi di un sottotesto occulto. L’idea di una tradizione oscura in Lomellina precede il caso Poggi. Tra chi l’ha esplorata in chiave giornalistico-saggistica c’è Rinaldo Bernardi, i cui lavori hanno alimentato nel dibattito locale la percezione di un territorio punteggiato da episodi e leggende di matrice esoterica, rilanciati anche di recente soprattutto su YouTube, ad opera tra gli altri dell’ex autore de Le Iene Luigi Grimaldi. Quali sono i rapporti fra occulto, massoneria nera e mondo criminale? Abbiamo incontrato Rinaldo Bernardi a Garlasco. Il giornalista di Mortara (PV) ha collaborato con testate locali e nazionali — tra cui La Provincia Pavese, Il Giorno, Il Corriere di Como, e Libertà — e con emittenti radiofoniche come Radio Number One. La sua produzione saggistica incrocia cronaca, simbologia ed esoterismo: tra i titoli più recenti figurano Alieni e super mafie (2024), Da Costantinopoli a Parigi (via Spagna) (2022), La terra assegnata (2019) e Il Dio in laboratorio. Nozioni di occultismo postcontemporaneo (2020).
Chi è Rinaldo Bernardi e come nasce come giornalista e scrittore?
“Iniziai in provincia con la biro Bic e il taccuino da fruttivendolo e arrivai a Interni ed Esteri a Libertà, passando per Il Giorno e Il Corriere a Como. Venni estromesso dalla professione con un espediente proprio per le mie inchieste sul satanismo serio, quello legato alle aristocrazie nere che, beninteso, esistono eccome e da alcuni sono considerate le vere religioni in Terra. Saggista lo divenni perché in Lomellina giravano innumerevoli notizie a sfondo sulfureo. Fui l’unico a raccoglierle e a pubblicarle, poi altri mi hanno seguito.”
Da inizio anni Duemila ha trattato con dovizia il tema del satanismo in Lomellina e in Ticino. Secondo lei, per quali ragioni quelle zone della provincia lombarda sono così attraenti per gli adoratori del demonio?
“Ritengo sia un qualcosa di radicato, di culturale. In Lomellina tutto sembra immoto, privo di respiro, ma ciò ha permesso di preservare e di rinnovare antiche pratiche nere ancestrali che sono resistite.”
Che cosa l’ha spinta a trattare questi argomenti?
“Senz’altro il caso Pedone, il vicequestore di Vigevano che trova la morte dinnanzi ai cascinali oggetto di riti satanici che egli stava indagando. Fu poi, come ho già detto, la raccolta in cronaca a destare in me la necessità di approfondimenti che non toccavano più soltanto l’aspetto materiale, ma sfociavano nel piano esoterico e magico. Per primo andava compreso cosa fosse questo Demonio, chi lo scacciava e chi invece lo evocava e lo invocava.”

Il suo libro Il Diavolo in Lomellina è fuori catalogo oramai da tempo. Non ha pensato di ristamparlo, magari aggiornandolo con gli ultimi fatti di cronaca?
“Me lo chiedono quasi tutti i giorni e io provo un senso di sconforto. Il problema è il copyright e i rapporti con l’editore che di fatto non ci sono mai stati. Non mi pagò mai alcun diritto e di cause temerarie sin qui ne ho dovute affrontare troppe. Ho scritto 18 libri e diversi miei titoli sono spariti subito dal commercio. Avete notizia a esempio di Sileno, inchiesta segreta sull’Arte Magica (2006) o de La Stella dell’Anticristo (2015)?”
Il Diavolo è davvero così brutto come lo si dipinge?
“Il Diavolo è pericoloso da trattare. Rappresenta il banco, la cassa. Personalmente ho visto tanti giovani bruciati, ma anche numerosi idioti pure con patenti che pensavano di tenerlo tra le mani soltanto perché ereditarono una buona posizione materiale o un blasone. Chi va al mulino presto o tardi si infarina. E anche se si avvicinasse, l’entità risulta inconoscibile.”
Lei ha collaborato anche con la Curia e nei suoi libri non manca di parlare della figura di Don Gregorio Vitali, l’ex rettore del santuario Madonna delle Bozzole di Garlasco, salito agli onori della cronaca per episodi di estorsione e scandali sessuali. Non dovrebbe essere proprio la Chiesa un baluardo sicuro?
“La chiesa è fatta di uomini in carne e ossa e al suo interno possono esserci pure vagantes, cioè preti che con la consacrazione procedono poi da sé. Ho conosciuto anche sacerdoti cattolici massoni se è per questo… E pure preti maghi. Don Gregorio era un buon affarista, ma non un esorcista eccelso. Ha viaggiato per molto tempo sul crinale tra sacramenti e magia e poi dinnanzi a tutti è scivolato facendo un bagno di sangue. Può succedere.”
Recentemente, con il ritorno alla ribalta delle cronache del delitto di Garlasco si è parlato anche di una possibile pista settaria/ esoterica. Lei che idea si è fatto al riguardo? Non c’è il rischio di innamorarsi di una tesi e cercare sulla scena del crimine tutti quegli elementi che possano corroborarla oppure di leggerli in chiave distorta?
“Personalmente su Garlasco credo nella pista occulta internazionale, tipo l’Ordine della Rosa Rossa. Però ritengo che ci sia sotto un qualcosa che non si è ancora sentito da nessuna parte. A mio avviso sono pesantemente coinvolti pure i servizi segreti. Lo spiego nel mio prossimo libro in uscita. Due fazioni si sono affrontate senza esclusione di colpi.”
Da giornalista come percepisce il cambiamento della comunicazione nel caso Garlasco? È forse la prima volta che si assiste a un così cospicuo numero di podcaster, YouTuber e creator impegnati nella narrazione della vicenda, anche in netta contrapposizione della cosiddetta sfera mediatica mainstream.
“Da una parte c’è un concreto cambio di passo in favore dell’opinione pubblica che riceve una spinta dal basso, dall’altro il mainstream diviene sempre più propaganda e giustificazione. Siamo dentro anche e soprattutto a una guerra mediatica di posizioni, ma ancora in pochi se ne sono accorti.”
Nei suoi libri non mancano riferimenti anche al rock satanico e al metal, come strumenti del demonio per assoggettare le menti deboli di giovani e meno giovani. Questo è un luogo comune che non trova completa rispondenza nei fatti. Non rischiamo di cadere in cliché che portano a bollare come adoratori del demonio persone che trovano nella musica una valvola di sfogo, non potrebbe trattarsi piuttosto di catarsi di aristotelica memoria?
“Concordo con lei. Sono figlio di un’artista. L’ arte è la madre dell’esoterismo. Coloro i quali ascoltano musica e tramite essa sognano e scaricano le tensioni di questa vita, nulla hanno di cui temere. Trovo però che il rock satanico sia in grado di sedurre e svegliare stati di coscienza altrimenti ignoti all’individuo. Non sempre ciò porta solo positività anche perché nuove e inedite energie vanno gestite. Nei miei scritti in passato tenni in considerazione gli studi di esorcisti che ne sapevano più di me. Però è anche giusto rivedere alcune posizioni che con la maturità e la conoscenza si modificano. In fondo pure il sottoscritto è cresciuto sognando con i Kiss.”

Le sette sono un pericoloso fenomeno sociale dove si assoggettano psicologicamente e talvolta fisicamente persone deboli e facilmente suggestionabili. Spesso il diavolo veste Prada, ovvero questi personaggi sono sovente provenienti da ambienti “bene”, ben integrati nella società, con professioni di alto profilo e con legami con politica, massoneria e altre istituzioni. Lei non ha mai subito minacce o si è mai sentito in pericolo?
“Le mie inchieste sul satanismo – ma faremmo meglio a definirlo Saturnismo Tradizionale – mi sono costate pesanti intimidazioni e pedinamenti per anni. Ho dovuto affrontare un drammatico ridimensionamento economico con sei cause legali temerarie, un libro bloccato tre anni e diversi miei titoli scomparsi. Ho perso quasi tutto in beni mobili e immobili, oltreché ho il forte sospetto dell’avvenuto avvelenamento di mia madre. Tuttavia, la paura è un lusso che non mi sono mai potuto permettere.”
Dai suoi primi libri sono passati cinque lustri. Oggi percepisce l’ambiente esoterico nel suo territorio ancora così vitale?
“Gli ambienti esoterici nascono e muoiono con l’uomo. Sono sinusoidi che toccano il picco in apparizioni poi si ritirano in Arcano. Per poi riaffiorare nel tempo. Dipende molto da quanto se ne parla e da come se ne parla.”
Gli ultimi suoi libri sono dedicati al Covid e agli alieni. Ha perso interesse per la tematica esoterica?
“Tutt’altro. L’universo è tutto collegato e le vicende Covid compresa la presunta esistenza di forme di alta intelligenza aliena sono aspetti che compongono il tema esoterico.”
Sta lavorando a qualche nuova inchiesta che ci vuole anticipare?
“Sì. Questo mese esce con Youcanprint Garlasco, la Casa Nera d’Italia, un saggio sull’ormai famoso cold case che conterrà aspetti assolutamente inediti. Racconterò passaggi che non sono stati presi in considerazione da nessuno. Dalla presunta guerra magica in atto al momento dell’omicidio al coinvolgimento dei servizi segreti che sempre viaggiano a braccetto con gli ordini esoterici trasversali.”
Intervista originariamente pubblicata su Rock Hard Italia – Novembre 2025
