LA FORENSIC VICTIMOLOGY APPLICATA AL CASO CHIARA POGGI. COSTRUZIONE DEL PROFILO VITTIMOLOGICO DI UNA VITTIMA DI OMICIDIO – PARTE VII

Overkilling

Le risultanze medico-legali del delitto di Garlasco raccontano di un’aggressione brutale nei confronti di Chiara Poggi. Per il medico legale Marco Ballardini la morte arrivò per lo sfondamento della regione parieto-occipitale sinistra, descrivendo undici lesioni distribuite tra il capo e il viso. La professoressa Cattaneo, nella recente consulenza per la Procura di Pavia, è riuscita a individuarne dodici – precisando però che tale numero non coincide necessariamente con quello dei colpi, poiché un solo impatto, infatti, può lasciare più segni. Il numero delle lesioni non basta da solo a definire l’overkilling, poiché la valutazione deve integrare la sequenza dei colpi, quanto ciascuno di essi fu lesivo, il momento in cui la vittima perde la possibilità di reagire ed eventualmente se l’azione sia proseguita anche dopo l’esito mortale.
La sequenza del delitto di Garlasco consta di più momenti. La perizia Bison-Robino-Varetto, disposta nel 2009 dal giudice di primo grado Stefano Vitelli, parlò di almeno due fasi distinte, protratte nel complesso anche per alcune decine di minuti. La consulenza Cattaneo descrive una progressione simile: le lesioni al volto e alla fronte non sarebbero state subito mortali né per forza invalidanti; quelle alla sommità del capo avrebbero privato Chiara Poggi, un po’ alla volta, della capacità di rispondere, fino alla perdita di coscienza. La stessa professoressa Cattaneo, nella sua consulenza aggiunge un elemento importante a questa lettura. Ecchimosi, abrasioni e altre lesioni individuate su braccia e gambe sono state interpretate come compatibili con una colluttazione e con una resistenza opposta da Chiara Poggi durante la prima parte dell’aggressione. La vittima, quindi, non sarebbe rimasta inerme dopo i primi colpi, ma avrebbe conservato per un certo tempo la capacità di muoversi, reagire e tentare di difendersi. È un dato incide direttamente sulla valutazione dell’overkilling: se la vittima continuava a opporre resistenza, la reiterazione dei colpi non può essere letta automaticamente come una violenza ormai priva di funzione rispetto all’azione omicidiaria; una parte degli impatti potrebbe essere maturata proprio durante il tentativo dell’aggressore di superare quella resistenza, fino alla progressiva perdita delle capacità difensive e alla sequenza terminale delle lesioni occipitali.
Invero, le lesioni e la loro distribuzione sul capo attestano una violenza quantitativamente eccezionale, che va ben oltre il semplice tentativo di immobilizzare o stordire la vittima.
Il colpo di grazia sarebbe arrivato per ultimo alla regione occipitale: almeno quattro colpi, letali quasi nell’immediato. Un dato importante per valutare l’overkilling. Le ferite precedenti, dunque, si possono leggere come tappe di una progressione che culmina nei colpi mortali e non necessariamente come accanimento sul cadavere.
Le prime lesioni, per quanto gravi, non avrebbero necessariamente tolto a Chiara Poggi la capacità di muoversi e reagire; le successive le avrebbero compromesso lucidità e possibilità di difendersi; i colpi occipitali, alla fine, l’avrebbero uccisa.
L’overkilling, quando presente, non racconta nulla sulla natura del rapporto tra autore e vittima, poiché l’aggressione può nascere da un’attivazione emotiva fuori controllo, dalla concitazione, dalla colluttazione, dalla resistenza della vittima, dalla difficoltà di capire quanto fosse ancora pericolosa, dalle caratteristiche dell’arma o dalla volontà di essere sicuri che non potesse più costituire una minaccia.
A suggerire una dinamica di overkilling è la BPA elaborata dal RIS di Cagliari, secondo la quale Chiara Poggi potrebbe essere stata colpita anche sulle scale dove giace il corpo, quando le sue condizioni sono ormai estreme, come indicano le gore ematiche, l’ingente quantità di sangue perduta lungo i gradini e il pattern riscontrato dietro il mobile del telefono e in sala.
In criminologia forense, alcuni studiosi interpretano la reiterazione dei colpi come indice di inesperienza e incapacità di valutare gli effetti delle prime azioni lesive. La tesi è plausibile sul piano teorico, ma i dati disponibili non ne provano la fondatezza: ricavare dal solo numero delle ferite l’inesperienza dell’assassino di Chiara Poggi significherebbe assegnargli un tratto personale mai dimostrato, soprattutto davanti a una dinamica suddivisa in più fasi, con passaggi fra diversi ambienti della casa e una vittima via via meno capace di reagire
La pluralità e la gravità delle lesioni, da sole, non bastano quindi ad affermare in modo inequivocabile che si tratti di overkilling. La violenza fu intensa, reiterata e distribuita in una sequenza complessa; il colpo mortale arrivò alla fine. Senza la prova che l’aggressione sia continuata oltre quel punto, è meglio usare la categoria dell’overkilling con prudenza, non come un dato acquisito. Dal punto di vista vittimologico, quello che conta non è etichettare la violenza, ma capire come la sua progressione abbia inciso sulla percezione, sulla difesa e sulla possibilità di fuga della vittima.
Nel delitto di Garlasco, la violenza raggiunge livelli eccezionali per intensità e reiterazione, mentre la sua funzione risulta più complessa da interpretare. Chiara Poggi reagisce, tenta di difendersi e perde gradualmente la capacità di opporsi nel corso di un’aggressione suddivisa in più fasi, fino alle lesioni mortali. La progressiva riduzione della resistenza ostacola la distinzione fra i colpi diretti a sopraffarla e quelli eventualmente riconducibili a un accanimento.
L’overkilling conserva dunque il valore di una chiave interpretativa che il numero delle ferite, da solo, non dimostra. Il concetto non identifica l’assassino, né ne prova l’inesperienza, il rapporto con Chiara o il movente. Le lesioni descrivono ciò che accade al corpo della vittima, e convertirle nel profilo psicologico dell’autore equivarrebbe a pretendere dalla medicina legale una risposta che i reperti non possono dare.

Qui le puntate precedenti.

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